Cerussa: il pigmento insidioso che abbagliava gli artisti

Cerussa: il pigmento insidioso che abbagliava gli artisti

L’arte è talvolta un obiettivo irraggiungibile che necessità scelte e azioni esagerate e pericolose. Non era strano, in passato, incontrare individui geniali e particolarmente ispirati che mettevano a repentaglio la propria vita per portare a completamento la loro opera. Sia per raggiungere un risultato migliore o, semplicemente, a causa dell’ignoranza, nel corso dei secoli pittori e scultori si sono esposti a fattori avversi che li hanno portati ad ammalarsi o a una morte precoce. Un esempio lampante è la cerussa, più comunemente nota come biacca, ovvero un pigmento bianco che veniva abitualmente utilizzato sia dagli artisti che in cosmetica

Nonostante la facilità nella creazione e la luminosità della tonalità che si otteneva, sfortunatamente questo colorante è altamente nocivo per l’uomo, come dimostrato dalle terribili conseguenze che molti personaggi celebri della storia hanno subito. Oggi, nonostante i progressi e le norme igieniche che ne riducono la tossicità, questo elemento è scarsamente usato, o per la lavorazione costosa o per la difficoltà nel limitarne la pericolosità.

Scopriamo insieme la storia della cerussa e l’importanza sia tecnica che simbolica che ha avuto e che ha per gli artisti di ieri e di oggi.


Produzione e utilizzo della cerussa nei secoli

La cerussa, o bianco di piombo, era molto apprezzata nell’antichità, specialmente dagli antichi Greci, sia per le produzioni artistiche che cosmetiche. Infatti era  semplice realizzarla e il processo di ottenimento è arrivato sino a noi grazie a Teofrasto di Ereso, che descrisse con precisione i vari passaggi per corrodere il piombo attraverso un acido. Questo filosofo e botanico, vissuto nel III secolo a.C., spiega che era necessario procurarsi  dell’aceto e riempire con esso dei contenitori di terracotta. Poi si procedeva a immergere spirali e scaglie di piombo ed esporle a corrosione per circa dieci giorni. In seguito si estraeva il piombo e lo si tritava, per poi sottoporlo ad una lunga bollitura. Una volta fatto riposare il composto, infine si aveva la polvere di biacca.

Il grande successo della cerussa era legato al fatto che era raro trovare al tempo dei pigmenti bianchi di qualità, sia per imbellettare la pelle sia per la pittura ad olio. Esisteva il “bianco di San Giovanni” ma non era coprente come la biacca. Sia i pittori che dovevano realizzare opere esposte alle intemperie, sia le nobildonne che volevano apparire belle e giovani, amavano questa sostanza, che purtroppo nascondeva dei pericoli ancora sconosciuti.


Una sostanza pericolosa

Il mondo antico sapeva che il piombo era molto dannoso per la salute ma durante il Medioevo, periodo considerato per eccellenza “buio”, si era dimenticata la sua pericolosità, e questa mancata conoscenza persistette nei secoli a seguire. I libri di storia riportano le terribile conseguenze che la cerussa portava alle persone, come la malattia del saturnismo. La Regina Elisabetta I ne era un’assidua utilizzatrice, così come altre nobildonne che coprivano gli sfoghi cutanei causati in realtà da questa stessa sostanza e, talvolta, arrivavano alla morte senza sapere neppure il perché.

Emblematica anche la terribile fine del pittore Tranquillo Cremona, vissuto nel corso dell’Ottocento, che per amore della sua opera “Edera”, passava le giornate immerso nella sua ispirazione, sfumando con le dita la nociva cerussa. Perso nella contemplazione, si portò le dita in bocca, e questo segnò il suo tetro destino.

Tranquillo Cremona - l'edera       
Tranquillo Cremona - Edera

 
Arte e Pericolo

Fortunatamente al giorno d’oggi gli artisti sono più informati e fanno attenzione al mantenimento della loro salute. I colori e gli accessori per portare su tela le proprie ispirazioni non mancano e anche il nostro e-commerce propone prodotti sicuri che permettono di dedicarsi in tranquillità alla propria passione.

Eppure la storia della cerussa, che dà il nome alla nostra azienda, lascia un sapore dolce amaro, che fa comprendere come chi persegue l’arte talvolta paga un pesante prezzo per il raggiungimento della perfezione.

Un po’ come le ali di Icaro tenute insieme dalla cera (curiosamente cerussa ricorda nella fonetica questa parola), la biacca permetteva a certi artisti di raggiungere il sole, anche se questo contribuiva a farli precipitare; ma dopotutto, la bellezza è effimera e lontana e molti in passato hanno corso dei rischi per coglierla.

 

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